MONET ARIA LUCE

MONET  ARIA  LUCE

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La pittura di Claude Monet evoca immediatamente l’idea del giardino e di magiche visioni: giardino romantico, apparentemente casuale, ricco di verdi e molto fiorito, esuberante e composto.

Non manca la visione più ampia del giardino allargato al  paesaggio rurale e urbano, con forte presenza dell’acqua e dei suoi riflessi.

Monet raffigura il suo giardino a Giverny e il bacino delle ninfee.

Il catalogo della mostra Monet, Dalle collezioni del Musée d’Orsay , ed. SKIRA riporta alcune immagini sul tema: le ville a Bordighera, le ninfee rosa, dame in giardino, salice piangente, lo stagno delle ninfee, armonia verde, i papaveri, la colazione.

Nella mostra ora alla GAM di Torino prevalgono i temi dell’acqua e della neve. Non ricordo di aver visto: lillà al sole, tripudio di primavera, covone a Giverny, prati a Giverny, il giardino degli Hoschedé a Montgeron ( immagine in evidenza ).

Ciò che vale maggiormente la visita della mostra torinese è la luce intrinseca dei dipinti di Monet accentuata dall’ottimo allestimento illumino-tecnico.

Molto attuali le testimonianze di Monet: Voglio dipingere l’aria nella quale si trovano il ponte, la casa, il battello. La bellezza dell’aria in cui sono, e la cosa non è  meno che impossibile… Il motivo è per me insignificante; quel che voglio riprodurre è quanto c’è tra il motivo e me… Non voglio altro che dipingere la bellezza dell’aria…

Monet dunque ha percepito la poesia e il fascino dell’invisibile, ricerca ben nota a chi pratica l’antica arte del taiji nella forma del sentire la natura e le sue componenti più astratte.

Laura Sasso

 

 

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